Semifinale combattutissima tra Cus Basket e Gardolo

Una sconfitta per il Cus Basket a conclusione di un campionato ricco di emozioni

Martedì 14 maggio

CUS - Gardolo (18-8, 31-36, 55-61, 80-90)

Cus: Scauso (2), Sighel (5), Montanarini (4), Bijedic (25), Bertolini (0), Zago (2), Della Pietra (2), Bertoni (0), Rinaldi (17), Rege Cambrin (6), Bambini (0), Zobele (17). Allenatore: Jakovljevic, vice: Berselli. Tiri da tre: 10 (Bijedic 5, Zobele 3, Rinaldi 2). Tiri liberi 28/33.

Gardolo: Bailoni (32, di cui ben 15 ai liberi), Dellai (2), Savoia (7), Trivarelli (14), Bertoluzza (5), Angelini (0), Valer (19), Lazzarotto (0), Perenzoni (1), Claus (2), Gambino (8), Trinca (0). Allenatore: Bertotti. Tiri da tre: 9 (Trivarelli 4, Valer 2, Bailoni, Savoia e Bertoluzza 1). Tiri liberi: 21/29.

Arbitri: Spinieli e Righi

Niente da fare per il Cus che esce sconfitto in gara tre di semifinale e lascia a Gardolo il diritto di disputare la finale contro Piani Bolzano. Eppure l'inizio degli universitari è stato eccellente: 18-8 al termine del primo tempo, vantaggio incrementato fino al 31-16: buona difesa che ha costretto gli avversari a numerosi errori, attacco produttivo. A quel punto, improvvisamente, i ragazzi di Jakovljevic hanno smesso di giocare e Gardolo ha piazzato un 20-0 che ha segnato l'intera partita grazie a una percentuale di tiro nettamente migliorata (anche per la difesa del Cus diventata molto più blanda). Gli universitari hanno tentato la rimonta arrivando fino al meno 4, ma Gardolo ha saputo resistere e anzi a riportare il distacco su dimensioni più consistenti. Partita dunque dai due volti, decisa per i meriti (indubbi) di Gardolo e i demeriti del Cus. Come nello scorso anno, gli universitari arrivano alle fasi finali acciaccati (capitan Zago è stoicamente rimasto in campo benché infortunato) e un po' scarichi. Così, dopo aver battuto Gardolo quattro volte (tre nella stagione regolare e una, nettamente, in gara 1 di semifinale), la squadra di Jakovljevic ha alzato bandiera bianca proprio nelle due partite decisive. Nonostante l'amarezza per il risultato, il bilancio di fine anno non può che essere positivo. Adesso è già il momento di pensare al futuro per costruire un Cus ancora più forte e più costante.