Intervista al TOPSport Nicolò Ernesto Canclini

Intervista a.a. 2020/2021

Nicolò Ernesto Canclini che fa scialpinismo

Ci racconti brevemente del tuo sport e della tua specialità?

Il mio sport è lo sci alpinismo. Tradizionalmente era il modo usato per spostarsi da un paese di montagna ad un altro in inverno, quando c’era molta neve. Oggi ovviamente non ha più questo fine ed è una disciplina sportiva che consiste nel percorrere il più velocemente possibile un tracciato di gara composto da salite e discese su e giù per le montagne innevate. Per salire calzare gli sci non è sufficiente, è necessario anche applicare sotto di questi le pelli di foca così che facciano attrito con la neve e permettano di camminare agilmente sulla neve senza affondare né scivolare all’indietro. Le “pelli” erano un tempo effettivamente ricavate dalle foche, oggi sono invece fabbricate con materiale sintetico. 
Per quanto riguarda le gare lo sci alpinismo si divide in tre specialità. La gara Individuale è quella tipica, composta appunto da salite e discese lungo un percorso tracciato nella neve, i tempi di percorrenza variano da 1 ora e 30 minuti per quelle più corte, fino a oltre 5 ore. C’è poi la gara Vertical che consiste in una unica salita di circa 1000m di dislivello (circa 30-40 minuti). Infine la gara sprint che è un concentrato della disciplina composta da una breve salita e una discesa ma in questo caso la competizione si sviluppa in più giri: qualifiche, quarti di finale, semifinali e finale da corrersi a batterie di sei atleti alla volta e solo chi si aggiudica le prime posizioni passa al turno successivo. 

Quali sono i tuoi migliori traguardi sportivi?

Nonostante la giovane età posso orgogliosamente dire di aver già ottenuto degli ottimi risultati anche a livello assoluto. 
La medaglia di maggior pregio è sicuramente quella d’oro ai mondiali di Villar-sur-ollon (SUI) nella staffetta con i miei compagni della squadra nazionale. 
A livello individuale poi sono Campione Europeo nella specialità sprint. Ho vinto questo titolo nel 2018 proprio in Italia.
Tra gli altri risultati vanto una vittoria, un terzo posto e diversi piazzamenti nei primi 10 in Coppa del Mondo. 
Anche nella categorie giovanili avevo raccolto diverse medaglie sia a livello nazionale che internazionale.

Come stai conciliando studio e sport?

Non è semplice conciliare lo studio con l’attività sportiva. Specie in inverno, durante la stagione agonistica, gli allenamenti e le gare richiedono un grande dispendio di tempo ed energie e non resta molto spazio allo studio. Grazie al programma TopSport, che mi permette di modificare le date degli esami, di solito riesco comunque a sostenerne un paio. In tarda primavera poi gli impegni atletici diminuiscono e cerco di sfruttare al massimo questo periodo e quello estivo per fare del mio meglio anche nella carriera universitaria. Devo anche ringraziare un mio compagno che è sempre molto disponibile ad aiutarmi a recuperare quello che perdo non potendo partecipare direttamente. Inoltre allo stato attuale con l’emergenza sanitaria molti professori registrano le lezioni, ciò mi permette di riascoltarle in modalità asincrona e credo sia una possibilità molto valida che spero l’università si impegni ad offrire anche una volta passato questo difficile periodo. 
Ovviamente portare avanti contemporaneamente entrambi gli impegni richiede una buona organizzazione del tempo a disposizione e non posso certo dedicarmi ad altre attività, ma non la considero una rinuncia, al contrario la passione tanto per lo sport quanto per la materia di studio mi spinge sempre a dare il massimo nell’uno e nell’altra e sono orgoglioso di quanto ottenuto finora. 

Ritieni che le soft skills (team working, stress management, public speaking, etc.), acquisite nella pratica sportiva, ti possano essere utili negli studi universitari?

Credo che molti valori di fondo dello sport, che ho imparato a fare miei fin da piccolo, contribuiscano grandemente anche nella carriera universitaria. Basti pensare all’impegno e ai sacrifici richiesti ad un atleta nella sua attività, così come la voglia di raggiungere sempre il miglior risultato possibile e l’abilità di gestire la pressione che vale tanto per una gara quanto per gli esami. Lo sport poi mi ha dato la possibilità di conoscere e confrontarmi con tante persone, anche di culture molto diverse, di lavorare in squadra con i compagni dello sci club prima e della nazionale poi, di imparare da loro e a mia volta forse di insegnare qualcosa ai più giovani e di certo  queste esperienze facilitano e si ripercuotono anche sui rapporti del mondo accademico arricchendoli sotto molti punti di vista. Inoltre non penso che il flusso sia unidirezionale, conoscenze a capacità acquisite con gli studi possono presentarsi utili nella vita sportiva.

Ti va di lanciare un messaggio di incoraggiamento a non mollare lo sport durante gli studi universitari ai tuoi giovani colleghi?

Perseverate, siete giovani ed è questo il tempo per lo sport agonistico, non mollate perché rimpiangereste di non aver provato a conciliare i due impegni. Certo ci saranno dei momenti difficili, non abbattetevi, sono proprio quelli da cui si impara di più. Ponetevi degli obiettivi e inseguiteli, ricordatevi che la volontà è la forza più grande che esista!