Intervista al TOPSport Mattia Scopel

Intervista a.a. 2020/2021

Mattia Scopel

Ci racconti brevemente del tuo sport e della tua specialità?

Pratico Orienteering, conosciuto anche come lo sport dei boschi. Questa disciplina consiste nel sapersi orientare al meglio in luoghi a noi sconosciuti mediante l'utilizzo di una mappa, di una bussola e del nostro intuito. Una competizione prevede il raggiungimento di un numero prestabilito di punti di controllo che vengono segnati in mappa. Il concorrente deve passare per tutte le ''stazioni'' nell'ordine corretto e l'abilità sta proprio nel spostarsi da un punto all'altro scegliendo il tragitto migliore. 

Quali sono i tuoi migliori traguardi sportivi?

Ho da poco concluso la mia ''carriera'' da atleta Juniores nella quale ho vinto 4 titoli italiani nelle discipline long, middle e staffetta. Ho avuto la fortuna e l'onore di rappresentare l'Italia 6 volte in competizioni internazionali. Tra queste mi sono classificato 7° agli europei giovanili nel 2018 e 14° nella coppa Europa dello stesso anno. 

Come stai conciliando studio e sport?

Cerco di portare avanti entrambi con il massimo impegno. In genere studio quasi tutto il giorno e mi ritaglio 2-3 ore per l'allenamento. 

Ritieni che le soft skills (team working, stress management, public speaking, etc.), acquisite nella pratica sportiva, ti possano essere utili negli studi universitari?

Personalmente credo che il lavoro fatto a livello sportivo su concentrazione, gestione dell'ansia e pressione possa servire molto soprattutto nei periodi più intensi come le sessioni. 
Inoltre la preparazione sportiva ti insegna molto ad essere organizzato e ad avere le idee chiare in testa su ciò che andrai a fare. Questo può essere molto utile per studiare con regolarità e costanza.

Ti va di lanciare un messaggio di incoraggiamento a non mollare lo sport durante gli studi universitari ai tuoi giovani colleghi?

Spesso siamo portati a pensare che lo sport ci possa togliere tempo ed energie preziose che dovremmo investire nella nostra carriera accademica. Credo però che la pratica sportiva possa costituire una vera e propria valvola di sfogo, sia fisica che mentale, durante gli anni dell'università. Inoltre contribuisce sicuramente ad una vita sana ed equilibrata insegnandoci anche a gestire  tempo e forze.