Le interviste: Universiade invernale 2013 in Trentino

Intervista a Roger Roth, responsabile del comitato tecnico internazionale della FISU e Kairis Ulp, responsabile dei rapporti tra la FISU e il comitato organizzatore

In occasione della prima visita della delegazione FISU, il punto sull’evento che porrà il Trentino al centro della scena universitaria e sportiva internazionale

Una grande occasione, ma anche una forte responsabilità, quella che il Trentino ha raccolto accettando la sfida di ospitare l’Universiade 2013. Com’è andata questa vostra prima visita ispettiva alle potenziali strutture e sedi che ospiteranno le competizioni e gli atleti? Quali sono le vostre prime impressioni e quali gli obiettivi immediati?

[Roth] La mia prima impressione è che si possa già considerare come una visita conclusiva perché avete il potenziale per fare una bellissima edizione dell’Universiade e soprattutto – parlando da un punto di vista tecnico – avete livelli di eccellenza in diversi sport nei quali l’esperienza organizzativa è ad altissimi livelli per via dell’organizzazione in passato di campionati del mondo e coppe del mondo. Quindi il potenziale c’è e non ci può essere alcun dubbio che i giochi saranno condotti ottimamente da un punto di vista tecnico.
[Ulp] Per ogni Universiade invernale il FISU nomina un comitato di supervisione per coordinare l’organizzazione dell’Universiade e per cooperare con il comitato organizzatore nel seguire le regole della FISU e i percorsi organizzativi dell’università ospitante. Il comitato supervisore è qui per visitare Trento, prendere contatto con gli organizzatori, conoscere le loro idee. Passeremo anche due giorni con il comitato tecnico che ha già fatto una visita di quattro giorni per un primo sopralluogo degli impianti in questa regione. Siamo molto felici dei risultati della visita perché pensiamo che la motivazione degli organizzatori sia molto alta e questa è la migliore base per una buona collaborazione. Inoltre abbiamo visto che ci sono tutte le principali infrastrutture di cui si ha bisogno e ciò pone solide basi.

Quindi voi pensate che l’Universiade sia un motivo di orgoglio per i trentini, che debbano prepararsi molto per questo evento e sentirle già vicine…

[Roth] Prepararsi sì…e penso che ciò sarà fatto anche con il cuore perché ne vale la pena. Io da questo punto di vista ho esperienza sia come allenatore che come responsabile dell’organizzazione e devo dire che in tutti coloro che ho conosciuto in tali occasioni è rimasto qualcosa, è rimasto un sentimento anche dal punto di vista sociale. Un sentimento che non è mai stato dimenticato. É un evento che va al cuore…magari sarà pesante, sarà difficile, ci saranno dei momenti di stanchezza ma la parte positiva prevale su tutte le cose che – diciamo così - si dovranno subire.

Quali sono i passi organizzativi successivi che affronterete?

[Ulp] I passi successivi da fare sono diversi. Innanzitutto registrare da un punto di vista giuridico il Comitato organizzatore per poter sviluppare un piano organizzativo formale. Poi nominare i membri affinché possano assumere i rispettivi ruoli il più presto possibile per finalizzare al massimo le modalità logistiche residenziali e inerenti gli spostamenti degli atleti. Sarà anche necessario iniziare ad arruolare e a formare i volontari e predisporre i servizi di traduzione. Pensiamo perciò di ritornare a settembre e ci vogliamo congratulare con gli organizzatori per quanto hanno già fatto fino ad ora, siamo anche molto grati al governo regionale e all’università per la cooperazione inizialmente prestata che riteniamo potrà concretizzarsi in una grande collaborazione.

Nella vostra esperienza l’Universiade ha avuto anche delle ricadute economiche sul territorio?

[Roth] Questo è molto difficile da dire. Io non sono uno specialista su questo punto. In ogni competizione si fanno dei calcoli teorici e dipende fin dove si vuole andare in tal senso. Tuttavia io penso – sapendo che ci sono cinquanta nazioni che parteciperanno – che l’occasione possa essere interessante per il turismo, per attirare della gente che sarà “gente del futuro” e che inoltre farà conoscere anche ad altri il Trentino. Questa è indubbiamente una grandissima occasione di ampliare le nazionalità dei visitatori che verranno in Trentino.

Intervista a Roger Roth e Kairis Ulp