La squadra di pallacanestro CUS-Trento vince il campionato!

Intervista a Paolo Bari, responsabile della sezione pallacanestro del CUS-Trento

Il basket team del CUS scala il paradiso: conquistata la serie C2 regionale con una esaltante progressione al termine del campionato 2012-2013

Per approfondire le ragioni della vittoria, che apre prospettive nuove ed entusiasmanti per il team universitario, abbiamo intervistato uno degli artefici del successo: Paolo Bari, appassionato responsabile della sezione pallacanestro del CUS.

Paolo, l’impresa realizzata dai nostri ragazzi del basket ha dell’incredibile: battere i favoriti recuperando su più partite un pesante svantaggio dopo un campionato impegnativo significa che il team CUS è una squadra vera, che sa unire talento, intelligenza tattica, organizzazione e cuore. Quale è secondo te il segreto di questa squadra?

Quello che all'inizio poteva essere un traguardo solo ipotizzato o sognato, è diventato realtà grazie a un gruppo coeso, determinato, deciso a superare assieme qualsiasi difficoltà. E' proprio il senso di gruppo che ha rappresentato il segreto della squadra e dei risultati ottenuti. Merito dei giocatori e dell'allenatore che ha saputo garantire un'organizzazione a una squadra che, come da tradizione, cambia veste ogni anno. Partendo quasi da zero è stato pertanto costruito un team in costante miglioramento che è arrivato alla fine del campionato con ancora in corpo e nella mente le energie per disputare la serie finale con la necessaria grinta.

Il confronto con il favorito Gardolo è stato da cardiopalma. Ci puoi dare la tua sintetica lettura tecnica della progressione che ha condotto il CUS team alla vittoria nelle gare decisive?

Bastino alcuni dati: prima dell'inizio del campionato abbiamo disputato la Coppa Trentino che in finale ci ha opposti proprio a Gardolo e abbiamo perso di una ventina di punti. Nella serie finale il divario con Gardolo è stato -10, -3, +6, +13, +18. Numeri che indicano una tendenza indubbiamente eloquente. Abbiamo avuto più voglia di vincere e abbiamo potuto contare su maggiori energie in una campionato di buon livello, con alcune squadre temibili e ben organizzate e altre invece più sperimentali. Carattere, determinazione e amalgama sono state facilitate dal fatto che la squadra è formata da ragazzi della stessa età (20-25 anni) con interessi abbastanza simili, che si frequentano anche al di fuori della palestra.

Centrata una grande impresa il problema diventa subito come porre le basi per un’altra maggiore: questa è l’anima dello sport. Per competere a livelli superiori si pongono adesso questioni organizzative e necessità che prima non c’erano. Come possono essere affrontate? Ci attendono anni di consolidamento del risultato raggiunto oppure esistono ricette che ci possono spingere da subito ancora più avanti?

In questo momento il futuro è un'incognita. Dobbiamo in primo luogo trovare i soldi per affrontare un campionato di livello tecnico, organizzativo e finanziario decisamente più elevato. Per ora ci stiamo godendo il meritato successo, senza dimenticare però che il futuro è dietro l'angolo. In questi giorni dobbiamo pertanto trovare sponsor, qualche giocatore per rafforzare la rosa e degli appassionati che accettino di potenziare lo staff organizzativo.

In un gioco di squadra, come si dice, vince il gruppo. Ma sono certo che tu vuoi ringraziare qualcuno in modo particolare, non è vero?

Infatti. Prima di tutto i giocatori, al 90 per cento studenti universitari (il restante 10% sono ex-studenti), molti di fuori sede. Mi piace sottolineare che il Cus è probabilmente l'unica società senior nella quale i giocatori pagano una quota per poter far parte della squadra: un evidente segno di attaccamento ai colori. E non voglio nemmeno dimenticare che i ragazzi ottengono ottimi risultati anche sul piano dello studio: durante il campionato due atleti si sono laureati, rispettivamente in giurisprudenza e in ingegneria. E altri stanno raggiungendo l'ambito traguardo della laurea. Poi un ringraziamento va di sicuro all'allenatore, Simone Eglione, che ha trasmesso passione, qualità tecniche, senso del gruppo. Senza il suo impegno non avremmo mai vinto il campionato. Infine un doveroso grazie va a Unisport/Cus che ci ha garantito le risorse economiche necessarie per disputare il campionato, pur in un momento di difficoltà finanziarie per tutti.

Intervista a Paolo Bari, responsabile della sezione pallacanestro del CUS-Trento